Full Lyrics
Giunto a la tomba ov' al suo spirto vivo
Dolorosa prigion il ciel prescrisse,
Di color, di calor, di moto privo
Già freddo marmo al marmo il volto affisse.
Al fin sgorgando un lagrimoso rivo,
In un languido oimè proruppe, e disse:
"O sasso amato tanto, amaro tanto,
Che dentr' hai le mie fiamme e fuori il pianto.
Non di morte sei tu, ma di vivaci
Ceneri albergo, ov' è nascosto amore,
Sento dal freddo tuo l'usate faci
Men dolci sì, ma non men cald' al core.
Deh' prendi i miei sospiri e questi baci,
Prendi, ch'io bagno di doglioso umore.
E dagli tu poich' io non posso, almeno,
All' amate reliquie, c'hai nel seno.
Dagli lor tu, che se mai gl'occhi gira
L'anima bella a le sue belle spoglie,
Tua pietade e mio ardir non havrà in ira,
Ch'odio o sdegno là sù non si raccoglie.
Perdona ella il mio fallo; e sol respira
In questa speme il cor fra tante doglie.
Sa ch'empia è sol la mano, e non l'è noia
Che, s'amando lei vissi, amando i' muoia.
Et amando morrò: felice giorno,
Quando che sia, ma più felice molto,
Se com'hor vado errante a te d'intorno,
All'hor sarò dentr'al tuo grembo accolto.
Faccian l'anime amiche in Ciel soggiorno:
sia l'un spirito e l'altro in un sepolto:
Ciò che'l viver non hebbe habbia la morte.
O (se sperar ciò lice) altera sorte!"