Fuggite omai pensier by Michel' Angelo Cancineo — Lyrics

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Sincero solo Come notturno augel, nemico al sole, Lasso vo io per luoghi oscuri e ri e foschi Mentre scorgo il dì chiaro in su la terra; Poi quando al mondo sopravien la sera Non com’altri animai m’acqueta il sonno Ma all'hor mi desto a pianger per le piagge. Se mai quest’occhi tra boschetti o piagge, ove no splenda con suoi raggi il sole, stanchi di lacrimar mi chiude il sonno, visïon crude et error vani e foschi m’attristan sì ch’io già pavento a sera, per tema di dormir, gittarmi in terra. O madre universal, benigna Terra, fia mai ch’io posi in qualche verdi piagge, tal che m’addorma in quella ultima sera, e non mi desti mai, per fin che ’l sole vegna a mostrar sua luce agli occhi foschi e mi risvegli da sì lungo sonno? Dal dì che gli occhi miei sbandiro il sonno il letticciuol lasciai per starmi in terra, i dì seren mi fur turbidi e foschi, campi di stecchi le fiorite piagge; tal che quando a’ mortali aggiorna il sole a me si oscura in tenebrosa sera. Madonna, Sua mercé, pur una sera gioiosa e bella assai m’apparve in sonno e rallegrò il mio cor, sì come il sole suol dopo pioggia disgombrar la terra, dicendo a me:Vien, cogli a le mie piagge qualche fioretto, e lascia gli antri foschi. – Fuggite omai, pensier noiosi e foschi, che fatto avete a me sì lunga sera; ch’io vo’ cercar le apriche e liete piagge, prendendo in su l’erbetta un dolce sonno; perché so ben ch’uom mai, fatto di terra, più felice di me non vide il sole. Canzon, di sera in orïente il sole vedrai, e me sotterra ai regni foschi, prima che ’n queste piagge io prenda sonno. Jacopo Sannazaro, from Arcadia

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Fuggite omai pensier

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