Full Lyrics
Donzellette ch'il bel seno
fate segno a dardi d'oro,
non v’ingann'il bel sereno,
ne di le gentil tesoro.
Quel seren'e ardor verace,
quel tesor'e in se fallace,
infelice oime chi crede
ch'in ammant'alberghi fede.
Un leggiadro giovinetto
che piangev'al pianto mio,
che parlava con l'affetto
e pregava co'l desio,
che fingava tormenti e doglie
e prendea dalle mie
suo contento e pac'e vita,
m'ha lasciata e m'ha tradita.
Con pietà tal'or'al Cielo,
il crudel mirai rivolto,
or di fiamma, e or di gelo
ricopria l'amato volto.
Coi sospir' troncava i detti,
suoi tormenti e suoi diletti
sol prendea dal mio sembiante,
er'amato, e non amate.
Semplicetta i mi credea,
che dal cor partisse il pianto,
male accorta e non vedea,
ch'era frode e'ra'incanto.
Aspre fiamm'e rei sospiri,
furon scherzi e non martiri,
era giaccio il finto ardore,
era scherno e non Amore.
Lungamente Amor sofferse,
l'infidel nel suo bel regno,
ma sua frodi al fin scoperse
di Cupido il giusto sdegno.
E sciegliendo aspra saetta
poi s'accinse alla vendetta,
se vedrò l'amante ingrato
per l'altrui languir piagato.