Canzon, vedrai di ricche spoglie adorno by Lodovico Agostini — Lyrics

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Spirto gentile, che ne' tuoi verdi anni Prendesti verso il Ciel l'ultimo volo, E me lasciasti qui misero e solo A lagrimar i miei, più che i tuoi danni: Pon dal Ciel mente, in quanti amari affanni Sia la mia vita, assai peggio, che morte: Mira, qual dura sorte Vivo mi tien qua giù contro mia voglia, Acciò ch'io viva eternamente in doglia. Che quando torna a la memoria, quando Torna per me quel sempre acerbo giorno, Che salisti all'eterno alto soggiorno, Tremo de la pietà, vo lagrimando, E tremo, e agghiaccio meco ripensando, Come morte abbia que' due lumi spenti, Che i miei lieti e contenti Fecero spesso, ed or di pianger vaghi Non hanno in tanto mal chi più gli appaghi. Frate mio caro, senza te non voglio Più viver, nè, volendo, ancor potrei; Che, poichè ti celasti agli occhi miei, Uom non si dolse mai, quant'io mi doglio. La lingua al duol, e gli occhi al pianto scioglio; Nè credo però mai di pianger tanto, Ch'io possa col mio pianto Far palese ad altrui, quant' io t'amai; Che le lagrime mie son meno assai. Canzon, vedrai di ricche spoglie adorno Un bel marmo, e d'intorno Errar lo spirto mio, che sempre chiama L'amato nome, e sol la morte brama. Giovanni Guidiccioni, Rime di diversi, Vinegia, p. 41, 1553

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Canzon, vedrai di ricche spoglie adorno

Canzon, vedrai di ricche spoglie adorno

By Lodovico Agostini
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